Il Farmacista in Europa

Il Farmacista in Europa





Seppur libero di esercitare la professione nei vari Paesi dell’UE, tenendo conto delle diverse regolamentazioni, la figura del farmacista in Europa non è esattamente la stessa in ogni Stato. Da alcuni anni infatti ci sono Paesi che hanno ampliato e valorizzato le mansioni dello stesso, in accordo e non in contrasto con le altre figure che operano nel Servizio Sanitario.

Un primo esempio può essere l’Inghilterra, dove il farmacista, oltre a dispensare (le unità posologiche necessarie per la terapia e non confezioni in eccesso), può prescrivere, attenendosi a particolari linee guida, alcuni farmaci, oltre ad accompagnare i pazienti nella corretta assunzione di nuovi medicinali prescritti dal medico, chiarendo eventuali dubbi.


Allo stesso tempo si occupa della valutazione delle interazioni farmacologiche. E’ chiaro che la possibilità di prescrizione si accompagna con la responsabilità civile e penale di ciò che viene prescritto, proprio come accade per i medici. Inoltre la vendita di un qualsiasi farmaco etico senza ricetta implica il rischio di perdere la licenza. Per quanto riguarda la vendita di otc e parafarmaci vi sono figure dedicate, con una distinzione che non causa intralci o sovrapposizione di ruoli. 

Innovativa anche la figura del farmacista di reparto, già introdotta in questo paese.


In Germania la figura del farmacista è molto valorizzata ed è centrale, alcuni farmacisti sono talmente qualificati e specializzati che possono guadagnare più dei titolari. Il farmacista per esempio ha il ruolo di supervisore e si occupa della burocrazia, oltre ad avere un ruolo nell’ ottimizzazione dei costi.


Anche la galenica è molto sviluppata, con possibilità di eseguire, ad esempio, preparazioni iniettabili. In un’ottica di sempre maggiore invecchiamento della popolazione e aumento dell’assistenza sanitaria, il coinvolgimento anche dei farmacisti come protagonisti attivi in armonia con le altre figure può essere molto importante.


In Francia per esempio, oltre ai presidi ortopedici, le farmacie hanno iniziato a vendere anche altri dispositivi, come protesi al seno.


La Spagna rimane per ora il sistema più simile all’Italia, dove al farmacista è consentito solo l’atto di dispensazione e consiglio riguardo a farmaci senza obbligo di ricetta.


Un altro aspetto non meno rilevante è lo stipendio: i farmacisti italiani sono i meno pagati d'Europa.


Nell’ottobre 2015 la Fofi ha presentato lo studio Re-I-MUR, condotto con la Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent, randomizzato e clusterizzato, per valutare l’impatto dell’intervento del farmacista a supporto dell’aderenza alla terapia sulla salute dei pazienti affetti da asma e sui costi sanitari correlati.


Lo studio si basa sull’ esempio inglese della Medicines Use Review (MUR): la consulenza al paziente consente di rilevare se vengano seguite le indicazioni del medico, se i medicinali vengono assunti correttamente, se si riscontrano effetti collaterali o se sono presenti interazioni con altri farmaci. Rilevate eventuali criticità il farmacista fornisce indicazioni e provvede ad informare il medico curante.


I risultati dell'analisi sulla figura de il farmacista in Europa hanno fatto emergere come l’intervento del farmacista possa migliorare lo stato di salute del paziente, determinando di conseguenza una riduzione dei costi sanitari correlati alla malattia.


Redazione UNaFtiSP

Il Farmacista in Europa, © Riproduzione riservata

fonti: Farmacisti al Lavoro, Italian Medicine use review (I-Mur)

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